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Monitor 33 / 2013 - Un consigliere federale reclamizza la pubblicità

Giusto in tempo per la Giornata della pubblicità, l’estate si è finalmente decisa a prorompere con vigore. Il tempo magnifico ha creato la cornice ideale per un evento ricco di contenuti – non da ultimo la chiara perorazione a favore della pubblicità (quella leale) del consigliere federale Johann Schneider-Ammann.

Giusto in tempo per la Giornata della pubblicità, l’estate si è finalmente decisa a prorompere con vigore. Il tempo magnifico ha creato la cornice ideale per un evento ricco di contenuti – non da ultimo la chiara perorazione a favore della pubblicità (quella leale) del consigliere federale Johann Schneider-Ammann.

Molti ospiti di rilievo, fra cui sedici presidenti e nove fra amministratrici e amministratori delegati di associazioni del settore, si sono riuniti venerdì 7 giugno all’Hôtel Beaulac di Neuchâtel. I partecipanti hanno potuto assaporare non soltanto una magnifica giornata di sole, ma anche un programma stimolante e ricco di contenuti all’insegna della «Pubblicità al servizio della società: informazione o seduzione?».

Un consenso federale
«La pubblicità non è mai soltanto informazione, poiché sollecita consapevolmente anche le emozioni. Con riferimento al pubblicista americano e critico sociale Vance Packard, si potrebbe anche affermare che la pubblicità è l’arte di mirare al cuore e centrare il portafoglio», ha esordito il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Senza la pubblicità no girerebbe nulla, ma – si sa – non tutto gira grazie alla pubblicità. Schneider-Ammann ha proseguito con una citazione di Henry Ford – «So che metà dei soldi che spendo in pubblicità è sprecata, ma non so quale» – e proponendo l’imprenditore come protettore del settore: infatti, nessuno ha mai pronunciato frasi sulla pubblicità tanto sagge e azzeccate quanto il produttore americano di automobili.

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